Cortei, minacce e diritti della Fiom

La manifestazione indetta dalla Fiom per domani a Roma è stata interpretata dai gruppi estremistici, italiani e stranieri, come l’occasione per dar vita a una specie di kermesse antagonista. Si sa – come ha lasciato intendere il ministro Maroni – che alcuni tra questi minuscoli raggruppamenti considerano la violenza di strada e l’attacco alle forze dell’ordine come ordinarie forme di lotta. Non è così, ovviamente, per un grande sindacato come la Fiom, che ha tutto il diritto di esprimere pacificamente la sua protesta, un diritto che va garantito in ogni modo.
7 AGO 20
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La manifestazione indetta dalla Fiom per domani a Roma è stata interpretata dai gruppi estremistici, italiani e stranieri, come l’occasione per dar vita a una specie di kermesse antagonista. Si sa – come ha lasciato intendere il ministro Maroni – che alcuni tra questi minuscoli raggruppamenti considerano la violenza di strada e l’attacco alle forze dell’ordine come ordinarie forme di lotta. Non è così, ovviamente, per un grande sindacato come la Fiom, che ha tutto il diritto di esprimere pacificamente la sua protesta, un diritto che va garantito in ogni modo. Le posizioni della Fiom sono estreme e spesso isolate, ma appaiono, forse proprio per questo, più attraenti a settori reali del mondo del lavoro e dell’universo giovanile.
La rivendicazione del ritorno a un sistema di relazioni sindacali obsoleto e paralizzante può essere criticata, ma deve potersi esprimere limpidamente. Evitare che si confonda con l’anarchismo degli sfasciacarrozze è interesse della Fiom, che deve essere difesa dalle provocazioni, ma deve volersene difendere. Assicurare uno svolgimento pacifico della manifestazione richiede una responsabilità da parte di tutti, trasformarla nel teatro di incidenti e di scontri andrebbe solo a vantaggio dei nemici del sindacato.
Lo stato deve fare la sua parte con intelligenza, ma in un raduno che ci si attende numeroso e combattivo, le forze dell’ordine possono fare il loro mestiere solo ai margini dei cortei, mentre spetta agli organizzatori controllarli dall’interno. Solo se questo controllo vi sarà, ognuno contribuirà al successo di un momento democratico, indipendentemente dal giudizio sui suoi contenuti rivendicativi.